Giro d'Italia 2020

Nella settimana in cui è stato pubblicato un decreto legge molto restrittivo per evitare nuovi contagi da Coronavirus, anche il presidente Uci, Lappartient, esprime grande perplessità su una eventuale cancellazione del Giro d’Italia.

Pochi giorni fa, anche prima del nuovo decreto legge, erano stato cancellate tre grandi classiche italiane, la Strade Bianche, la Tirreno Adriatico e la Milano Sanremo. Tutto fermo fino al 3 aprile, restrizioni anche per gli amatori, che rischiano multe e denunce. Il presidente dell’Unione ciclistica internazionale David Lappartient, ha commentato l’attuale momento di crisi per il ciclismo, ipotizzando uno scenario disastroso, come riporta l’agenzia Reuters. 

Le parole del presidente UCI su una cancellazione del Giro d’Italia

Così il presidente UCI: “I due mesi che mancano alla corsa rosa potrebbero avere delle conseguenze positive sulla diffusione del virus. Speriamo naturalmente che le due corse possano avere luogo nelle date naturali. Ma, in considerazione soprattutto della situazione in Italia, siamo preoccupati un po’ di più della sorte del Giro. Conosciamo la decisione del governo italiano, che blocca l’attività sportiva fino al 3 aprile. Ma chi può sapere quale sarà la situazione dopo quella data. C’è un rischio potenziale che il Giro possa essere cancellato e sarebbe un disastro”.

Anche Mauro Vegni, direttore corse RCS Sport aveva commentato nei giorni scorsi: ” Sarebbe un danno immenso non solo allo sport, ma anche al paese, la cancellazione del Giro è un’eventualità a cui non voglio nemmeno pensare”. Secondo le stime degli analisti economici una eventuale cancellazione comporterebbe perdite di circa 500 milioni di euro, considerando anche tutto l’indotto che genera.

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