Frapporti Giro d'Italia

Il Giro d’Italia sta entrando nel vivo ma dobbiamo tornare alla tappa di martedì scorso, Orbetello – Frascati, per capire le parole di Marco Frapporti.

Infatti nelle ultime ore Frapporti ha lanciato della accuse piuttosto pesanti sulla tappa laziale in un’intervista al Giornale di Brescia. Il corridore della Androni Giocattoli-Sidermec si trovava in fuga con Mirco Maestri (Bardiani-CSF) e Damiano Cima (Nippo Vini Fantini Faizanè). I tre sono stati in fuga parecchio tempo fino ad accumulare più di 10 minuti di vantaggio dal gruppo quando poi sono stati ripresi a 10 chilometri dal traguardo di Frascati. Non solo, proprio Frapporti è stato per qualche decina di minuti maglia rosa virtuale del Giro d’Italia.

La storia della tappa è andata poi diversamente, con un grande strappo Richard Carapaz si è aggiudicato la vittoria, ma dopo qualche giorno proprio Frapporti ha lanciato pesanti accuse.

Le accuse di Marco Frapporti

Dichiara: “Non è possibile continuare così, il gruppo è ritornato sotto grazie agli aiuti. Ad un certo punto della fuga avevamo un vantaggio consistente, fino a 12 minuti. A quel punto non solo ero maglia rosa virtuale, ma quanto meno c’erano grandi possibilità di arrivare al traguardo e poterci giocare la tappa, il mio vero obiettivo da quando sono un corridore. Invece scopro da radiocorsa che nel giro di 5 chilometri il vantaggio scende a soli 5 minuti”.

Arriva al dunque lanciando pubblicamente un’accusa che non passerà inosservata: “Ma noi tre davanti andavamo a 50 all’ora, come è possibile che il gruppo abbia recuperato così tanto? Il perché me l’hanno spiegato in albergo i miei compagni di squadra: oltre alla moto Rai davanti al gruppo s’è piazzata davanti una grossa auto che in pratica ha trainato il gruppo. I miei compagni mi hanno detto che si viaggiava a 75 orari in un tratto non in discesa, velocità impossibili in bici se non dietro motori”.

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