Vincenzo Nibali
Vincenzo Nibali

Nibali, lo Squalo di Messina, torna a parlare dalle pagine della Gazzetta dello Sport con uno sguardo sicuro e determinato sulla prossima stagione. Vincenzo Nibali ufficialmente è ancora sotto contratto della Bahrain McLaren e potrà indossare la maglia Trek Segafredo solo dal 1° gennaio 2020 ma sta già programmando il prossimo anno con questa nuova squadra.

“Negli ultimi mesi di questa stagione è come se mi fossi trascinato. Dopo il Tour mentalmente ero finito. Non mi sono piaciuto. Ma ora che questa nuova avventura è agli inizi la sensazione è diversa. Ho ritrovato l’entusiasmo e l’ambiente mi pare il meglio a cui potessi aspirare. Avevo bisogno di un cambiamento, di nuovi stimoli. E ora li ho”. Così lo Squalo si lascia andare a un lungo sfogo dopo le tante critiche piovute addosso.

“Forse la squadra dopo la frattura della decima toracica al Tour 2018 ha avuto qualche dubbio. Ma io dopo nemmeno 3 mesi sono arrivato secondo al Giro di Lombardia e anche secondo all’ultimo Giro d’Italia. Credo di averlo dimostrato: sì, ci sono. Il Tour non è stato facile, ma un successo di tappa l’ho comunque ottenuto”.

Il suo interlocutore fa notare al fuoriclasse di Messina che vincere un Giro d’Italia dopo i 35 anni è impresa più che ardua: “Lo so, ma il ciclismo moderno non è uguale a quello del passato. Non so se vincerò il Giro, ma penso che se mi preparo nella giusta maniera posso giocarmela. Ho chiesto di anticipare gli allenamenti in altura già a gennaio, un segnale della voglia che ho. Ma, allo stesso tempo, anche di concentrazione, non voglio distrazioni”.

Forse è un nuovo cammino, un nuovo inizio ma sicuramente è una nuova sfida: “Forse lo è, ma mi piace e la accetto volentieri. Non mi danno fastidio i riferimenti all’età. Sono tre anni che mi dicono che sono vecchio e il povero Alejandro Valverde allora che va per i 40…?”

Nibali è più che convinto di poter fare ancora bene nel 2020 e dovrà pensare a una stagione difficile: “Lo farò pensando ad una cosa per volta. Ho sempre fatto così. Non è il caso di cominciare già da ora a farsi “seghe mentali” sul Mondiale, per esempio. Dopo il Giro si tirerà una linea pensando alla seconda parte dell’annata, che sarà molto intensa. Ribadisco che, tra Olimpiade e Mondiale, comunque, sceglierei Tokyo perchè è l’evento più importante per ogni atleta. L’Olimpiade è stupenda”.

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