Il mito di Pantani nasce nel '94 sul Mortirolo

Il Mortirolo è la più giovane delle salite mitiche del Giro d’Italia. La sua leggenda è nata insieme a quella di Marco Pantani, come lo Stelvio sbocciò con Coppi. È vero che il Mortirolo era già stato visitato dal Giro altre due volte quando Pantani vi ritrasse il primo dei suoi memorabili, folgoranti voli solitari, ma è con Pantani che il Mortirolo sale alla leggenda. È in quel Giro d’Italia ’94 che il Mortirolo e Pantani ci fanno riscoprire un ciclismo che sembrava perduto, sconfitto inesorabilmente dalla razionalità. 

La salita del Mortirolo fu segnalata a Vincenzo Torriani a fine anni Ottanta, quando il mitico patron stava lasciando il timone del Giro a Carmine Castellano.Tecnicamente è una salita tra le più dure che il ciclismo abbia conosciuto e probabilmente la più selettiva. Le pendenze sono per lunghi tratti a due cifre, arrivando fino al 20%.

Ma è la continuità del pendio che fa la differenza sul Mortirolo. L’erta è costantemente dura, sono 12 km all’11% di media e 18% di punta massima. Per due terzi la salita non concede respiro, con rettilinei mozzafiato e qualche tornante maligno. Solo negli ultimissimi km la strada si apre di più sui prati del passo e concede di tornare su pendenze ad una cifra. 

Nel 1990 il Mortirolo esordì al Giro, ma la scalata fu affrontata dal versante più facile, quello di Monno. Il colombiano Leonardo Sierra, una delle scoperte di Gianni Savio, andò in fuga da solo superando la vetta, ma nella ripidissima discesa cadde per due volte. Nonostante questo Sierra riuscì a raggiungere da vincitore il traguardo dell’Aprica, anche se negli anni successivi non riuscì più a confermare quel talento che aveva fatto vedere sul Mortirolo. 

Tutti però si accorsero di quanto fosse terrificante il versante del Mortirolo che era stato affrontato in discesa e che aveva messo in crisi Sierra. Dall’anno successivo il Mortirolo è sempre stato scalato da quel versante, quello di Mazzo in Valtellina. In quel 1991 Chioccioli completò con un volo solitario un Giro splendido, diventando il primo dominatore del vero Mortirolo. Ma la leggenda della salita iniziò il 5 giugno del 1994, insieme a quella di uno dei più grandi scalatori di tutti i tempi, Marco Pantani. Il romagnolo era una delle belle speranze di quel Giro, ma quel giorno compì la prima delle sue imprese leggendarie, demolendo con i suoi scatti sua maestà Indurain, la maglia rosa di Berzin, campioni come Bugno e Chiappucci. Pantani si esaltò sul Mortirolo, trascinando la folla che si innamorò subito di lui, fu poi raggiunto in fondovalle e partì imprendibile di nuovo sul Santa Cristina, mandando in bambola Indurain. All’arrivo il secondo, Chiappucci, fu a 3′. Nacque così insieme la leggenda di una salita e di un campione mitici. Purtroppo Pantani non riuscì più a salire sul Mortirolo: nel ’96 e ’97 la scalata se la spartirono Gotti e Tonkov, prima tappa al bergamasco e Giro al russo, mentre l’anno seguente fu il contrario, con Pantani sempre fermo per incidenti.

Nel ’99, quando il Mortirolo si doveva scalare sempre il 5 giugno, e Pantani si apprestava a chiudere un Giro memorabile, arrivò proprio quella mattina l’esclusione del Pirata per ematocrito alto. Sul quel Mortirolo, in un clima irreale, Gotti andò ad aggiudicarsi il Giro mentre la tappa la vinse Heras. Nel 2004 sul Mortirolo, affrontato ad inizio tappa, iniziò la fuga di Simoni e Garzelli che si concluse alla Presolana con la vittoria del secondo, mentre Cunego difendeva senza problemi la maglia rosa.

Anche nel 2006 il Mortirolo non ispirò azioni degne del suo passato: Basso e Simoni scalarono la salita insieme, ma la tappa fu ricordata per il diverbio dopo l’arrivo dell’Aprica, quando Simoni accusò Basso di avergli chiesto dei soldi in cambio della tappa. Si tornò sul Mortirolo e sull’Aprica nel 2008, il Giro di Contador. La salita di Pantani andò via senza sussulti e nella facile scalata dell’Aprica Sella si scatenò vincendo la sua terza tappa in quel Giro. Una gloria effimera, vista la positività del vicentino rilevata due mesi dopo. Da ricordare anche l’impresa di Contador nel 2015 quando dopo una foratura rimontò trentuno corridori.

Mortirolo 2015, la rimonta di Contador

Sul Mortirolo nel 2015 dovetti rimontare a causa di una foratura. Feci una cronoscalata. Quello è stato il giorno più duro della mia carriera in bici. Dopo le premiazioni tornai in auto in albergo e durante il tragitto vomitai più volte, ero distrutto. Per fortuna l'indomani non c'era una frazione di montagna.Alberto Contador, la rimonta con trentuno corridori sorpassati sul Mortirolo al Giro d'Italia 2015

Pubblicato da News del ciclismo su Sabato 6 giugno 2020
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