Il bonus bici da 500 euro è legge, inserito nell’ultimo decreto legge definito “Rilancio” da Presidente del Consiglio. Grazie a questo bonus, che coprirà fino a 500 euro per circa il 60% del costo di acquisito, si potranno comprare bici, e-bike, monopattini e segway. L’iniziativa è lodevole perché mira a decongestionare la pressione sui mezzi pubblici, infatti sarà valido nelle città di almeno 50mila abitanti.

Con il passare delle ore prendono forma però diverse criticità emerse rispetto al reale utilizzo del bonus. Il Ministro dell’Ambiente ha annunciato che sarà presto disponibile una piattaforma gestita dalla pubblica amministrazione sul quale registrare l’acquisto e gli estremi per il rimborso. Già, perché il bonus arriverà a posteriori, e questo preoccupa non poco i commercianti che dovrebbero farsi carico del recupero dei soldi non incassati dal cliente.

Sul web si sta alzando una prima forma di protesta dei commercianti, la paura di non veder rientrare quello che si è anticipato al cliente è forte. Per fare un esempio nel concreto: su una bicicletta dal costo di 500 euro, se venisse applicato il bonus, il commerciante dovrebbe riscuotere 200 euro dal cliente e 300 dallo Stato. Il che metterebbe in crisi il bilancio delle aziende e negozi.

Il portale per il recupero del bonus sarà anche attivato lato cliente qualora il commerciante non se la sentisse di applicare lo sconto. Il cliente finale pagherebbe la bicicletta a prezzo pieno per poi chiedere il rimborso dal sito, sperando che arrivi, perchè va ricordato che il budget è limitato.

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