Vincenzo Nibali
Vincenzo Nibali

Sul finire dell’anno un grave episodio di cronaca ha visto il campione di ciclismo Nibali come co-protagonista involontario. Come riportato da Gazzetta dello Sport, lo Squalo si stava allenando vicino a Fiuggi in vista della prossima stagione insieme ad Antonio Tiberi. Proprio su quelle strade Paolo, un ragazzino di 14 anni, è stato colpito da un’auto facendolo cadere violentemente a terra. Il ragazzo subito soccorso è stato trasportato all’ospedale più vicino in coma farmacologico con un grave ematoma alla testa.

Nibali, vedendo a terra i gessi della Polizia per ricostruire l’incidente, si è fermato per chiedere delucidazioni. Quando, vedendo la piccola bicicletta, ha capito che era stato coinvolto un ragazzino ha alzato la voce, in difesa di tutti i ciclisti, con parole dure.

“Basta, dobbiamo fare assolutamente qualcosa per evitare questa mattanza. Le strade sono sempre più pericolose, ormai siamo di intralcio“. Il campione di Messina ha poi proseguito: “Ma come si fa, lo zio di mia moglie è stato uno dei primi a intervenire. Sono arrivato poco dopo l’incidente, Tiberi mi ha fatto vedere la bici. ‘Guarda, è piccola’. Assurdo che un ragazzino finisca così. Ma che fretta ha la gente… Chi sta in macchina non lo vede che è un bambino? Come si fa a sorpassarlo così… La gente sta diventando matta.

“Anche oggi – continua lo Squalo – un automobilista ci ha urlato di stare in fila. Ha ragione Cassani, la macchina ormai sta diventando un ufficio, i cellulari li vedo. In Ticino c’è una linea tratteggiata sulla carreggiata, che separa una zona di un metro, e io pedalo lì. Ma l’Italia sotto questo aspetto è molto indietro rispetto agli altri Paesi europei, come è stato con le cinture di sicurezza”.

“Noi professionisti ci siamo mossi con l’Accpi, poi il decalogo di Cassani sulla Gazzetta, gli adesivi per il rispetto del metro e mezzo di distanza in fase di sorpasso. Ci devono rispettare anche se non abbiamo la targa. Ho paura anch’io quando pedalo, sto attentissimo, non vado in gruppo, massimo due, e scelgo sempre strade secondarie dove ci sono meno pericoli. E agli automobilisti dico: quando vedete ragazzini in allenamento, pensate che possano essere i vostri figli”.

Facci sapere cosa ne pensi. Lascia un commento 🙂
Loading...