Coronavirus vademecum per i ciclisti

Il coronavirus che ha fermato l’Italia ha portato il Governo ad aggiornare costantemente il sito ufficiale con diverse specifiche riguardo ai decreti per fronteggiare l’emergenza. L’articolo “L’uso della bicicletta, divieti e limitazioni” di ieri, martedì 17 marzo, è dedicato al mondo dei ciclisti e spiega nel dettaglio come comportarsi.

I divieti per i ciclisti durante l’emergenza coronavirus

Nella sostanza, il Governo ribadisce l’importanza di restare a casa come unica arma per isolare e sconfiggere il coronavirus. Si può uscire a livello generale solo per andare a lavoro, per ragioni di salute e per altre strette necessità con idonea autocertificazione. Non è, insomma, trovando il cavillo burocratico che si potranno evitare controlli e ammende. L’appello è chiaro ed è un invito ad usare il buonsenso.

Coronavirus, uscite limitate al proprio territorio

Certo, molti ciclisti non sanno rinunciare al piacere e al dovere con se stessi di allenarsi. Bisogna però sapere che il decreto ‘Io resto a casa’ del 9 marzo ‘limita gli spostamenti delle persone in entrata e in uscita dai territori – spiega l’articolo – nonché all’interno dei medesimi salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. In caso di eventuali controlli dovrà essere fornita autocertificazione’. E poi: ‘Non è giustificato l’utilizzo del mezzo per diletto o per allenamento oltre i confini del proprio territorio di domicilio, abitazione o residenza‘.

Per i ciclisti professionisti, impianti a porte chiuse

L’unica eccezione al decreto è rappresentata dagli sportivi professionisti e non ‘riconosciuti di interesse nazionale dal CONI e dalle rispettive Federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali o internazionali’. Solo loro potranno utilizzare impianti sportivi a porte chiuse per le sedute di allenamento. Anche in questo caso comunque si tratta quindi di garantire una evidente necessità lavorativa.

Ammesse solo le gare ufficiali

‘È consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico’, spiega poi il Governo attraverso il sito ufficiale. Da tenere in considerazione che l’Uci (Unione Ciclistica Internazionale) ha appena annunciato lo stop a tutte le gare almeno fino a fine aprile.

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