Viste le recenti norme restrittive della libera circolazione delle persone emanate dal governo, per far fronte alla pandemia di Coronavirus in corso nel nostro Paese, è intervenuta la procura di Massa con una nota durissima in merito agli allenamenti dei ciclisti.

Come riporta il quotidiano Il Tirreno, la procura apuana di Massa Carrara ha così prescritto alla polizia giudiziaria, con specifico riguardo al ciclismo, di eseguire il sequestro probatorio di biciclette da corsa e mountain bike, utilizzati per allenamenti non permessi, sia di gruppo, che in solitaria.

Una norma durissima in un territorio particolarmente legato al ciclismo, forse per la grande quantità di ciclisti visti per strada in questi giorni, è scattata questa misura ancora più restrittiva di quella Nazionale. Il sostituto procuratore Marco Mansi ha voluto spiegare in conferenza stampa la norma: “La misura non è prevista nei casi si accerti che lo spostamento in bicicletta sia determinato da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessita o motivi di salute”.

E ancora: “Del resto – prosegue Mansi – esistono anche altri strumenti in grado di far mantenere un buon grado di efficienza fisica e di conservare lo stato di forma in questo particolare e delicato momento, caratterizzato comunque dalla sospensione di tutte le competizioni sportive”.

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