Jonathan Vaughters forse non è tra i nomi che si ricordano di più associati a Lance Armstrong e rifiuta l’idea che il texano avrebbe vinto in ogni caso, anche senza doping. L’attuale team manager della EF Pro Cycling corse con il texano in gioventù per poi ritrovarsi nella stagione 1998-99 e non si può considerare in quello che era visto come il cerchio magico. Con molta onestà intellettuale Vaughters non ha mai nascosto di aver fatto uso di sostanze dopanti, salvo poi pentirsene e sensibilizzare i giovani ciclisti sul tema nel non cadere in tentazione.

Come detto non era proprio nel giro dei fedelissimi di Armstrong, ma è stato tanto vicino all’americano da aver capito subito come funzionavano le cose. In una interessante intervista a Marca, ripresa in italiano da Spazio Ciclismo, ha così dichiarato: “Dopo aver cambiato squadra ero in una squadra francese (dal 2000 al 2002 corse con la Crédit Agricole, ndr) e non avevamo logistica per il doping. Se volevi farlo dovevi farlo da solo, non c’erano medici per questo. Lance aveva tutto, se avesse voluto poteva noleggiare un aereo privato per fare qualche acrobazia volante mentre faceva una trasfusione di sangue. Aveva i soldi e la logistica per doparsi. Ci sono persone che pensano che avesse avuto il doping dalla NASA o roba del genere, ma non è così. Quel che ebbe furono aiuti e pochi rischi. Sapeva che non lo avrebbero preso, poteva farlo con tranquillità ed in maniera metodica. Questo era per lui un grande vantaggio, non era preoccupato che l’UCI potesse prenderlo. Se controlli la polizia è più facile commettere un delitto”.

Non è vero che Lance obbligava gli altri a doparsi – continua – Lui diceva che gli otto migliori sarebbero andati al Tour, senza fare pressioni su nessuno affinché si dopasse, ma il calcolo era semplice: dovevi essere tra i migliori corridori per esserci e per farlo dovevi doparti. Ma era una decisione del singolo, come nel mio caso, per esempio. Non mi ha mai detto di doparmi. Ovviamente, quando sai che il tuo leader si sta dopando e vuole una squadra forte, hai più possibilità di prendere quella strada”.

Secondo Vaughters inoltre non è vero che un corridore che ha vinto grazie al doping avrebbe vinto anche senza, dal momento che lo facevano tutti, e spiega anche perchè al suo intervistatore. “Tutti prendevano l’EPO, ma su alcuni faceva più effetto che su altri. È un periodo del ciclismo in cui non possiamo sapere chi sia stato il migliore. Saperlo è impossibile. Lance era forte, con o senza doping, così come Ulrich o Pantani. Ma dire che Lance avrebbe vinto sette Tour senza doparsi non possiamo saperlo. Forse l’EPO ebbe più effetto su di lui che su altri. Forse David Moncoutié, che arrivò 18°, era il più forte. Ma non lo sapremo mai perché non c’è modo di fare i conti per sapere la verità”.

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