Davide Cassani
Davide Cassani, ct della Nazionale

I mondiali di ciclismo in Yorkshire si sono conclusi ieri con la gara in linea dei professionisti vinta da Pedersen. La gara è stata durissima, con un tempo non clemente e con l’amarezza finale del sogno svanito nel nulla. Il nostro Trentin infatti è stato beffato a 200 metri dal traguardo da un colpo di Pedersen che gli è costato la maglia iridata.

Al termine della gara hanno impressionato le lacrime di Davide Cassani, un misto tra dispiacere, stress, ma anche orgoglio. “Qualcosa sta cambiando. Erano anni – dice Cassani al Corriere – che non mi capitava di piangere: i ragazzi sono stati fantastici”.

La squadra azzurra torna dall’Inghilterra con un discreto bottino di 5 medaglie, ma tanta consapevolezza. Cassani e tutto lo staff sono riusciti negli anni a creare un gruppo, un team, una forza e una unione che prima non esisteva. Ma anche specializzare il settore giovanile della Federazione: abbiamo vinto 3 medaglie a cronometro, un’autentica impresa.

Le lacrime di Cassani vogliono dire tutto questo, che il movimento ciclistico in Italia sta crescendo sia di qualità che di quantità. Ci sono molti giovani che si avvicinano a questo sport dopo anni di buio, i team credono nella forza della nazionale, gli atleti e le atlete sono orgogliosi di vestire questa maglia.

Chi segue il ciclismo da anni non ricorda una nazionale con un ventaglio di giovani in ascesa così forti e tenaci. Il prossimo anno ci saranno le Olimpiadi Tokyo e si vedrà se la forza del gruppo sarà confermata.

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