Posso uscire in bicicletta a fare un giro come sempre?”, è questa la domanda che migliaia di amatori in questi giorni di emergenza da Coronavirus si stanno facendo. Molti ciclisti si stanno chiedendo sui social network se fosse possibile uscire come sempre a fare qualche giro in bicicletta, anche non in gruppo ma in solitudine.

Le ultime misure decretate dal Governo, sono molto stringenti ed è allo studio un nuovo decreto per limitare ancora di più le uscite da casa che ora sono consentite per motivi di lavoro, di salute o di necessità personali urgenti. Non è vietata del tutto l’attività sportiva ma la norma è vaga, bisogna dire che sarebbe bene stare a casa in ogni caso: per evitare incidenti che occuperebbero personale sanitario a discapito delle urgenze da Coronavirus e per evitare ulteriori contagi.

Il comunicato di Federciclismo

In questo clima di incertezza ha preso una posizione ferma la Federazione Ciclistica Italiana con un comunicato fermo e deciso.

Consapevole della necessità di limitare, in questo momento, il più possibile i contatti delle persone, cause primaria di diffusione dell’epidemia COVID-19, in risposta a numerose richieste su come comportarsi riguardo gli allenamenti, la Federazione Ciclistica Italiana fa proprio l’invito rivolto dalle Istituzioni di ridurre gli spostamenti a quelli strettamente necessari e pertanto invita tutti i propri tesserati a stare a casa ed evitare, in questo periodo, gli allenamenti all’aperto.

Restare a casa è l’unica soluzione per contenere il contagio; si suggerisce con forza di adottare questa linea di comportamento. L’attività di allenamento, sino al 3 aprile, è permessa a chi ha lo status di professionista, perché fa parte del proprio lavoro, e agli atleti di interesse olimpico. In tutti gli altri casi la Federazione invita a sospendere in questo periodo di allenamenti all’aperto. Chi può si alleni a casa con i rulli, in attesa di nuove disposizione e in attesa che la situazione si normalizzi. Al riguardo la Federazione sta studiando soluzioni per le Società e tesserati che permettano l’allenamento a casa con tutor online.

“E’ il momento della responsabilità – ha ricordato il presidente Di Rocco – in questa importante fase del nostro Paese devono prevalere il buonsenso e il rispetto degli altri; elementi fondamentali nel consesso civile e soprattutto nello sport. Pertanto il nostro invito e quello di restare a casa”.

In merito a diverse presunte interpretazioni della FCI del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020, diffuse via social in questi giorni, la Federazione precisa che la posizione della Federazione Ciclistica Italiana è espressa unicamente sul sito federale.

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