Sullo Süddeutsche Zeitung storico e rinomato quotidiano di Monaco di Baviera sono comparsi alcuni articoli che gettano ombre e dubbi sulla vittoria di Tadej Pogacar al Tour de France. In particolare sul quotidiano tedesco vengono analizzati sia i fatti che hanno portato allo strapotere di Pogacar in salita, sia le persone che gravitano intorno al ragazzo e alcune inchieste sul doping che coinvolgono il ciclismo sloveno.

Il giornale tedesco parte da un tweet, quello di Lance Armstrong, scritto appena terminata la prova clamorosa e (ciclisticamente) sconvolgente di Planche des Belles Filles. L’ex ciclista americano (definito il più grande truffatore dal quotidiano) ha scritto: “È stata una delle migliori prestazioni che abbiamo mai visto nel ciclismo”.

I giornalisti dello Süddeutsche dunque hanno diffidato di questa affermazione, pensando a una correlazione tra i due, giustificando però il fatto come “nessuno si può scegliere i propri tifosi”. A riprova dei loro dubbi sulla vittoria di Pogacar scrivono: “Ha ricordato in qualche modo la gara dei 100 metri dell’atleta Usain Bolt ai Giochi Olimpici del 2008 a Pechino. La performance è stata così irreale che persino gli osservatori appassionati, che generalmente vogliono allontanare le obiezioni scettiche, si chiedono se e come tutto questo possa essere reale”.

Ma non è finita qua, i giornalisti riprendono anche un vecchio filone di indagine, ovvero il salbutamolo contestato a Froome. Il processo è ancora aperto e il dubbio è nato proprio perché il materiale sarebbe arrivato via Slovenia, dove i controlli antidoping sarebbero molto blandi se non inesistenti. C’è ancora un fattore scatenante ovvero la figura di Andrej Hauptman, lo scopritore del talento di Pogacar è stato fermato per valori irregolari al Tour del 2000. L’ultima segnalazione dello Süddeutsche riguarda due prestazioni di Pogacar: il più veloce nella storia ad aver scalato il colle di Peyresourde.

Il giornale scrive ancora: “Non solo ha scalato il Peyresourde più velocemente di chiunque altro prima di lui, ma nella cronometro finale ha ottenuto un valore straordinario in una categoria importante: ha ottenuto una media di 6,5 watt per chilogrammo di peso corporeo in salita”.

Forse ignaro del passato delle persone che lo circondano France Press ha anche lanciato un’agenzia molto dura: vengono citati Mauro Gianetti e Joxean Matxin Fernandez con un lunghissimo passato nel ciclismo ma anche tante ombre. Gianetti, come ricorda il Corriere della Sera, ha un passato travagliato: finito in rianimazione per aver assunto fluorocarburi a scopo dopante, con Fernandez erano nello staff di alcune squadre travolte dal doping, i casi più famosi quelli di Piepoli e Riccò.

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