La grande impresa di Tadej Pogacar sulle rampe di La Planche des Belles Filles ha fatto sognare migliaia di appassionati, ma si può davvero considerare chiuso il discorso maglia gialla? Oggi la carovana del Tour si appresta ad affrontare l’ultima tappa, con la passerella degli Champs-Élysées, una tappa ovviamente dedicata ai velocisti. Molto probabilmente il favorito della giornata è Caleb Ewan, con Sagan e gli altri velocisti rimasti in gruppo a buttarsi nella mischia della volata finale.

Gli appassionati di ciclismo e di Tour de France si chiederanno se è possibile un cambio di casacca all’ultima tappa, quando nella storia del tour è una passerella dedicata alla maglia gialla e alla sua squadra. Gli sguardi impietriti di Tom Domoulin e Van Aert all’arrivo di Roglic ormai sconfitto la dicono lunga sul sentimento in casa Jumbo. Ebbene, ci sono dei precedenti in merito, sicuramente poco sportivi, ma che hanno fatto la storia del Tour.

L’ultima volta che la maglia gialla cambiò all’ultima tappa era il 1989 quando Greg LeMond superò a sorpresa Laurent Fignon nella crono da Versailles a Parigi (24,5 km). Come segnala la Gazzetta nel 1968 fu invece l’olandese Jan Janssen a ribaltare la situazione nella tappa finale, a chiusura di uno dei Tour più incerti di sempre. Prima della crono conclusiva, il belga Herman Van Springel guidava con 12″ su Gregorio San Miguel, 16″ su Jan Janssen e 58” su Franco Bitossi. Ma Janssen volò sui 54,7 km da Melun a Parigi, staccando Van Springel di 54.

L’episodio che risale al 1947 vede Robic partire con un ritardo di 2 minuti e 58 secondi dalla maglia gialla Brambilla, che andò in crisi nell’ultima tappa di 257 km e arrivò con un passivo di 13 minuti, consegnando la vittoria a Robic entrato in una fuga a 140 km dal traguardo.

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